Paola Ferrari ancora contro Diletta Leotta: “Non mi piacciono le donne che puntano solo all’attrazione fisica” poi accusa Gattuso: “Non è un CT, con un altro in panchina saremmo andati ai Mondiali”
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Delle critiche di Paola Ferrari nei confronti di un determinato tipo di giornalismo al femminile e in particolare nei confronti di Diletta Leotta ne sono piene le cronache degli anni passati, non c’è stata intervista in cui la giornalista Rai non abbia criticato la collega volto di DAZN conosciutissima dal popolo del pallone per i suoi interventi dal campo prima e dopo le partite di Serie A.
Questa volta la bordata è arrivata verso la fine di una intervista che Ferrari ha rilasciato a Chi ed in verità non è stata neanche lei ad innescare la miccia come avviene di solito, ma una precisa domanda rivoltale da Valerio Palmieri che la ha intervistata. La giornalista Rai, conduttrice in questi giorni della trasmissione che commenta i prepartita e l’immediato post-partita degli incontri dei mondiali di calcio trasmessi dall’ammiraglia di Viale Mazzini, ha ribadito di mal tollerare determinati comportamenti da parte delle donne che si occupano di calcio.
“Mi pongo in modo critico verso un certo tipo di donna, relativamente al mondo del calcio – ha spiegato Ferrari senza nominare Leotta – perché noi che, con la professionalità e il sacrificio, siamo riuscite ad abbattere certi pregiudizi, non possiamo stare zitte se poi viene sponsorizzato continuamente un esempio femminile che valorizza o punta esclusivamente sull’attrazione fisica suscitata negli uomini come motivo di interesse”.
Pur non facendo il nome della commentatrice di DAZN, il riferimento è evidente dato che Ferrari in diverse occasioni si è espressa in tali termini per Leotta. Ferrari chiudendo l’argomento, ha precisato quanto reputi banale nascondersi dietro la libertà femminile in determinati contesti: “È inutile nascondersi dietro a un dito e dire che noi donne siamo libere, questa è una scusa banale. La libertà e la parità sono tutt’altra cosa. Ho combattuto per valori seri, non per queste stupidaggini”.
Una carriera in Rai non sempre in discesa, questo è l’ultimo mondiale, ma continuerà a parlare di calcio
E a proposito di donne e sport e donne in carriera, Ferrari ha raccontato quanto la sua carriera in Rai non sia stata sempre in discesa, è accaduto che dal giorno alla notte le abbiano detto che non avrebbe più seguito la Nazionale di calcio: “In passato una persona dalla sera alla mattina mi ha detto che non avrei più seguito l’Italia. Dopo he avevo condotto il programma sugli Europei che abbiamo vinto, ha chiamato quaranta giornalisti per seguire i Mondiali e non me. Però ognuno fa le sue scelte. Se sono ancora qui, vuol dire che non mi sono abbattuta”.
La giornalista ha anche sottolineato di non restare per nulla scalfita dai commenti a volte irrispettosi sull’aspetto fisico e sull’uso eccessivo delle luci in trasmissione: “Purtroppo ci sono persone ignoranti che insultano, penso che ognuno di noi debba rispettare il proprio corpo. Mi curo molto, ci tengo al mio aspetto. Sono molto felice di come sono rispetto a chi pensa che una donna, dopo i 60 anni, sia da buttare”.
Questo sarà l’ultimo mondiale di calcio da lei commentato per la Rai, ma Paola Ferrari non ha alcuna intenzione di smettere: “Fra uno o due anni, vado in pensione e, magari, il prossimo lo seguirò per un podcast, vediamo cosa succederà. Mi piacerebbe condurre ‘Chi l’ha visto?’ ma non me lo chiedono, quindi non mi pongo la domanda, c’è chi è più adatto”
Paola Ferrari: “Fuori dal Mondiale per colpa di Gattuso”
Con la solita schiettezza che la contraddistingue, la stessa mostrata quando commenta le partite dei Mondiali in compagnia della collega Simona Rolandi e di due icone del calcio anni Ottanta come Marco Tardelli e Paulo Roberto Falcao, Ferrari ha dichiarato di essere convinta che se sulla panchina azzurra ci fossero stati Mancini o Ranieri al posto di Gattuso, l’Italia si sarebbe qualificata per i Mondiali.
“Non possiamo dare sempre la colpa ai giocatori – ha sentenziato Ferrari- Gattuso non era assolutamente in grado di fare il commissario tecnico. Magari è un buon allenatore, ma sicuramente non è un commissario tecnico”. Infine la domanda su chi vincerà i Mondiali: “Ho paura che vinca la Francia, sogno un trionfo dell’Argentina. Così Messi entrerebbe giustamente nella storia come un campione baciato dagli dei”.

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