Sugarfree e Alex Britti insieme per “Siamo diversi”: la svolta rock e l’attacco ai potenti
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Gli Sugarfree compiono una svolta artistica inaspettata e tornano sulla scena discografica con un brano che rompe in maniera netta i ponti con il passato. Si intitola Siamo diversi ed è il nuovo singolo della band catanese in uscita il 6 novembre, nato dalla collaborazione con Alex Britti.
A oltre vent’anni dal travolgente debutto che li consacrò al grande pubblico, la formazione guidata da Matteo Amantia abbandona le atmosfere romantiche che ne avevano caratterizzato la produzione per firmare una vera e propria invettiva in musica.
Il pezzo attacca in modo diretto l’ipocrisia della politica, gli abusi di potere e gli estremismi di ogni colore, ponendo al centro del dibattito la tragica attualità dei conflitti internazionali e la necessità di recuperare l’empatia perduta.
La canzone rappresenta una rottura profonda rispetto all’immaginario collettivo legato al gruppo. Se nella prima metà degli anni Duemila la band scalava le classifiche raccontando i sentimenti, oggi sceglie di prendere posizione di fronte al clima di tensione e violenza che attraversa l’epoca contemporanea.
Scritto da Matteo Amantia insieme a Giuseppe Lo Iacono con la collaborazione di Marco Zangirolami, il brano vede la partecipazione straordinaria di Alex Britti, che ha curato l’intero impianto degli arrangiamenti e ha registrato ogni traccia di chitarra presente nella produzione.
Edito da Miseria e Nobiltà e prodotto da Momenti Sonori Srl, il pezzo si avvale inoltre del lavoro di Andrea Lacquaniti nel ruolo di A&R e della struttura organizzativa curata da Francesco Monteleone e Pasquale Lacquaniti per la gestione del booking.
Dalla televisione allo studio di registrazione
L’incontro tra gli Sugarfree e il chitarrista romano non nasce per caso, ma ha radici precise nel recente percorso televisivo delle due realtà musicali.
Nel 2025 Amantia e Britti avevano condiviso il palco di “Ora o mai più”, lo show del sabato sera di Rai 1 condotto da Marco Liorni. In quell’occasione il cantautore romano aveva vestito i panni del maestro, affiancando l’artista catanese in un cammino artistico culminato con una vittoria nella puntata d’esordio e con il secondo posto nella classifica finale del programma.
Proprio nella serata conclusiva della trasmissione, i due si erano esibiti in un apprezzato duetto sulle note di “Oggi sono io”, una delle gemme del repertorio di Britti.
Quella complicità nata sotto i riflettori degli studi televisivi si è trasformata in una vera sinergia in sala d’incisione. Il lavoro di creazione di “Siamo diversi” è iniziato quando Amantia e Lo Iacono hanno impostato la prima struttura della canzone, partendo da un’ispirazione marcatamente blues.
Il richiamo a quelle sonorità ha spinto la coppia a contattare immediatamente il musicista capitolino, che ha accolto la proposta lavorando sulla traccia con grande entusiasmo. Britti ha rimodellato le linee di chitarra infondendo al pezzo una carica rock e mettendo in risalto la sua leggendaria tecnica strumentale, affinata in anni di concerti e tournée internazionali al fianco di giganti come Rosa King, Buddy Miles e Billy Preston.
L’intervento di Britti in veste esclusivamente strumentale si inserisce in una fase particolarmente felice e dinamica della sua carriera. Dopo la pubblicazione nel 2022 di “Mojo”, il suo primo album completamente strumentale, l’artista ha avviato nel 2025 il progetto “Feat.Pop”, legato al recupero e alla rilettura dei brani di “It.Pop”, lo storico disco del 1998 che lo lanciò sul mercato mainstream.
Un percorso che ha visto la partecipazione di interpreti del calibro di Marco Mengoni e Clementino, oltre a Mario Biondi, presente nella versione di “Gelido” lanciata all’inizio del 2026.
Con “Siamo diversi”, Britti torna invece a prestare il suo talento chitarristico a un’opera interamente concepita e scritta da altri autori.
Il testo del brano tra missili e ipocrisia politica
A colpire al primo ascolto di “Siamo diversi” è la crudezza delle parole usate da Matteo Amantia, che per questo testo abbandona ogni filtro o cautela verbale.
La lirica affronta temi di impatto globale come il razzismo, la menzogna mediatica, la presenza dei missili e le devastazioni generate dai conflitti moderni.
La critica non risparmia la classe politica internazionale ed evita accuratamente di prendere parte per l’una o per l’altra fazione, prendendo le distanze con decisione da ogni forma di radicalizzazione ideologica.
Nel brano risuona una condanna totale verso chi alimenta il clima di odio, riassunta in un passaggio chiave che rifiuta sia le derive di destra che quelle di sinistra per mettere al primo posto la tutela della vita umana.
La pubblicazione della traccia cade in un contesto storico segnato da gravissimi e complessi scenari di guerra, dai territori dell’Europa orientale fino al Medio Oriente.
Gli Sugarfree hanno scelto di non fare riferimenti a specifici eventi cronologici o a singoli contesti geografici, preferendo focalizzare la propria attenzione sulle conseguenze morali della violenza e sulle sofferenze patite dalla popolazione civile.
Il messaggio centrale si sviluppa intorno all’idea che le differenze culturali, storiche e personali rappresentino un valore da difendere e non una giustificazione per la discriminazione.
Nel ritornello emerge con forza la domanda di chi cerca una guida etica in un momento di smarrimento collettivo, chiedendosi dove sia finita la pietà umana.
Come spiegato dallo stesso Amantia, la scelta di affrontare argomenti di questa gravità risponde all’esigenza profonda di utilizzare la vetrina artistica per mandare un messaggio sociale chiaro.
Il cantante ha sottolineato l’impossibilità di restare passivi dinanzi alle immagini quotidiane di dolore e di ingiustizia, evidenziando che l’espressione della rabbia nel pezzo è funzionale a un richiamo alla tolleranza reciproca.
La canzone vuole essere una riflessione sull’importanza dell’accettazione dell’altro, un appello accorato alla convivenza pacifica tra culture diverse in un’epoca dominata dalle spaccature ideologiche.
La nuova vita della band catanese
L’uscita di “Siamo diversi”, accompagnata dal lancio del video ufficiale, segna un passo significativo nella nuova fase della carriera degli Sugarfree, che negli ultimi mesi hanno mostrato una rinnovata continuità sul piano discografico.
Dopo l’ottimo riscontro ottenuto a livello televisivo da Amantia, la band ha ripreso a produrre musica con costanza, come dimostrato dalla pubblicazione del singolo “Avevo bisogno di te” nel febbraio del 2026.
Questo nuovo capitolo si inserisce in una storia ultraventennale complesse e ricca di successi, che ha visto il gruppo lasciare un segno profondo nel panorama pop italiano degli anni Duemila.
Il percorso della band si era aperto con il clamoroso exploit di “Cleptomania”, un brano capace di conquistare la vetta delle classifiche di vendita e di rimanere per oltre cinque settimane al primo posto, collezionando più di 60.000 copie e stazionando per mesi tra i singoli più ascoltati nelle radio nazionali.
Quello straordinario esordio aprì le porte al Festival di Sanremo nel 2006 con il brano “Solo lei mi dà”, fino ad arrivare alla consacrazione nel mondo del cinema nel 2008 con la canzone “Scusa ma ti chiamo amore”, colonna sonora dell’omonimo film tratto dal romanzo di Federico Moccia.
Oggi, a distanza di più di due decenni da quegli esordi fulminanti, gli Sugarfree dimostrano di saper evolvere e di voler utilizzare la propria maturità artistica per esplorare argomenti complessi.
Con il contributo determinante del lavoro di Alex Britti, “Siamo diversi” trasforma la radice blues in un rock potente e diretto, offrendo al pubblico una canzone di protesta che unisce la ricercatezza musicale alla forza di un messaggio di pace.
