“Un Professore”, Alessandro Gassmann, potrebbe esistere un Dante Balestra nella realtà?
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La terza stagione di Un Professore sta per celebrare i suoi ultimi due episodi, in onda su Rai1 questa settimana. La serie tv anche in questa stagione ha rispettato le aspettative catturando l’attenzione di un ampio bacino di telespettatori e di giovani che nella fiction interpretata da Alessandro Gassmann possono ritrovare temi o problematiche che stanno vivendo. L’attore romano interpreta il ruolo di Dante Balestra, un professore appassionato e anticonformista, che non si limita all’insegnamento della filosofia nelle quattro pareti di un edificio scolastico, ma riesce ad ascoltare i propri studenti e a creare empatia accorciando le distanze tra chi insegna e chi deve apprendere.
Una empatia che gli sceneggiatori hanno fatto in modo si trasferisca anche nei telespettatori, che coloro che seguono la serie possano riconoscere in Balestra il prof che hanno sempre sognato di avere, a volte rivedendo anche la distanza tra i ruoli che hanno sempre immaginato ci debba essere.

Potrebbe esistere un Dante Balestra nella realtà?
Ma potrebbe esistere un professor Balestra nella realtà? A rispondere è lo stesso Alessandro Gassmann: “Esistono senz’altro tanti professori appassionati che vivono il proprio lavoro come una missione, a volte con pochi mezzi a disposizione. Dante Balestra è veramente il professore che non ho mai avuto la fortuna di avere e anche i rimpianti di uno studente ‘capra’ come ero io hanno potuto trovare una rivalsa. Io alla terza stagione vengo fermato per strada da persone che mi chiedono consigli filosofici e devo precisare che faccio l’attore, questo per dire quanto questo personaggio abbia fatto breccia e sia diventato quasi reale. Ma la cosa più bella è che chi mi ferma mi dice che questa serie la vedono in famiglia tutti insieme e poi si apre una discussione, che è una cosa bellissima, il confronto e il dialogo sono mancanze primarie della società di oggi, un confronto dal vivo tra diverse generazioni, a voce e non attraverso gli smartphone”
All’importanza del dialogo tra genitori e figli e sul rapporto tra genitori e professori è dedicata la seconda parte dell’intervento di Gassmann: “Non so per quale motivo una buona parte delle famiglie ha cessato di adempiere al proprio ruolo genitoriale, io mi ricordo che quando prendevo un brutto voto a scuola mio padre mi puniva, adesso spesse volte accade il contrario, la famiglia se la prende con i professori, penso che ci sia qualcosa che non va”.
Infine un pensiero sull’educazione all’affettività nelle scuole: “L’educazione sentimentale e affettiva deve partire da casa con il rispetto per l’altro, a scuola penso sia totalmente necessaria”

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