Adani risponde a chi lo critica per le telecronache: “Le frasi mi vengono spontanee, penso al destino, a volte ci sono segni molto grandi e mi commuovo, Messi è il genio più grande del XXI secolo”
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Trentotto giorni di partite di calcio, ascolti stellari nonostante l’assenza dell’Italia ai Mondiali e tra i tanti temi di discussione oltre che le gesta dei campioni sul campo anche le urla di Lele Adani mentre commenta l’Argentina. L’ex difensore di Brescia e Fiorentina, da tempo entrato nella squadra Rai come opinionista della Domenica Sportiva e seconda voce delle telecronache della Nazionale e delle partite di cartello insieme ad Alberto Rimedio, è finito sul banco degli imputati sui social per le frasi scomposte, i gesti e i comportamenti poco ortodossi durante le telecronache.
Raggiunto nella stanza del suo hotel del New Jersey da Paolo Tomaselli per il Corriere della Sera, Adani sta recuperando la voce in attesa della finalissima di stasera, domenica 19 luglio. Davanti alla domanda su una sua predilezione per Messi, Adani ha provato a smarcarsi: “Non sto dicendo che io vado dietro a Messi, ad Haaland, a Mbappé, a Lamine Yamal. Qui siamo di fronte probabilmente al più grande genio del XXI secolo e secondo me contro l’Inghilterra ha fatto la giocata più importante della sua storia con la Nazionale: non ho esagerato, anzi non sono arrivato dove Leo avrebbe meritato arrivassi”.
A corredo di quella che potrebbe essere la risposta definitiva alle critiche ricevute, Adani ha aggiunto: “Mi è venuto spontaneo citare Einstein, Dio, il Dios perché io penso al destino, al fatto che a volte ci sono dei segni molto più grandi. E se li vedo mi commuovo: il rapporto tra le parole e la forza emotiva di quello che stiamo vivendo credo sia perfettamente bilanciato. Credo che sia giusto che non piaccia a tutti, però come si fa a non farsi trasportare da tutto questo? Penso sia impossibile raccontarlo in modo diverso”.
Adani: “Ho rispetto per chi ha indossato quel microfono prima di me”
Adani ha parlato poi del grande rispetto che porta per i colleghi di adesso: “Io non ho mai visto nessuno prepararsi come Alberto (Rimedio ndr) tra di noi c’è una sintonia bellissima. Come con l’azienda, il direttore Lollobrigida e con Ale (Alessandro ndr) Antinelli per i collegamenti da studio: ci sono riscontri incredibili e sono molto felice”.
Non solo rispetto per il presente ma anche per il ricordo dei telecronisti del passato: “Quando metto le cuffie allo stadio e prendo il microfono, so chi l’ha portato prima di me. Ma proprio per questo la profondità del racconto e dell’analisi deve essere totale. Anticipare di un anno l’esplosione della Norvegia, capace di far fuori il Brasile palleggiandogli in faccia, non è forse un servizio pubblico completo? Ma fa comodo parlare solo del resto”.
Critiche per il modo di interpretare le telecronache, ma anche l’apprezzamento da parte dei più giovani: “Molti rivivono il sacro fuoco del futbol, altri ce l’hanno dentro e si esaltano grazie al mio tipo di accompagnamento. Ho migliaia di messaggi di ragazzi che mi dicono “continua così, ci fai vivere un sogno”. E intendiamoci, non penso di meritarmi tutta questa responsabilità”.
L’ultima gara di Messi e il bisogno di parlare ai giovani di calcio
Adani ha rivelato di vivere come un privilegio dover commentare quella che potrebbe essere l’ultima partita di Messi: “Sarò emozionato, lucido, eternamente grato. Qui a New York dieci anni fa, Leo diede addio alla Nazionale, lo chiamavano Pecho Frio, lo consideravano catalano. E oggi siamo qui: mi fermo, se no mi commuovo. Dico solo che, andato via Diego, Leo ha cominciato a vincere: uno è la continuazione dell’altro”.
Adani è stato accostato spesso all’Argentina, ma vorrebbe essere accostato al futbol: “La chiave è quella, parlare di calcio, della pelota, del futbol. Ora in Italia si parla del ct, si è parlato del presidente federale e qui al Mondiale si è discusso di tante cose extra campo. Io dico solamente che se vuoi tornare a giocare a calcio devi andare sui campi e parlare di calcio, lasciando che i ragazzi siano travolti di nuovo da tutto ciò che fa rivivere la magia. Io la vedo così, amo il calcio, studio, mi preparo, lo vivo al massimo delle mie possibilità. E non voglio cambiare”.

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