Alessandro Basciano, i pm chiedono il rinvio a giudizio per stalking
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Ci sono voluti 97 giorni affinché la procuratrice aggiunta Letizia Mannella e il pm Antonio Pansa provvedessero al rinvio a giudizio per stalking per il dj Alessandro Basciano. Le accuse si riferiscono a una serie di episodi avvenuti tra l’estate del 2023 e l’autunno del 2024, nei quali il dj si sarebbe prodotto in “condotte reiterate” ai danni della ex compagna Sophie Codegoni, costituite da insulti e violente minacce scritte e verbali tali da ingenerare nella donna “un grave stato di ansia e paura” nonché un “fondato timore per la propria incolumità personale e psicologica”.
Adesso la richiesta passerà al vaglio del giudice per l’udienza preliminare (Gup) che in base ai documenti prodotti dai pm (tra i quali una Procuratrice della Repubblica aggiunta) dovrà valutare se esistano le condizioni per istruire il processo nei confronti dell’indagato o proscioglierlo dalle accuse. Seconda ipotesi che sembra remota date le testimonianze e i documenti che Pansa e Mannella hanno prodotto, soprattutto ci sembra poco verificabile che un giudice valuti insufficiente l’indagine condotta da due colleghi.
Parliamoci chiaro, il proscioglimento tecnicamente potrebbe esserci, ma dovrebbe essere dimostrata l’infondatezza dell’accusa, (ipotesi non percorribile data la presenza delle chat prodotte da Codegoni), oppure dovrebbero essere presenti vizi formali ad esempio la non comunicazione della chiusura dell’indagine (ipotesi non percorribile in quanto non solo è stata formulata, ma riportata da tutti i giornali) o qualora gli elementi acquisiti non consentissero di prevedere una condanna per un reato (anche questa ipotesi non percorribile per gli elementi prodotti).
Alla luce di quanto sopra il processo non sembra evitabile, qualora per oscuri motivi il giudice dovesse esprimersi per il non luogo a procedere, i pm e Codegoni potrebbero presentare opposizione alla decisione del Gup. Insomma un quadro abbastanza complesso di cui per dovere di cronaca dobbiamo citare tutte le ipotesi, ma che alla luce dei fatti sembra incanalare il tutto verso l’aula del tribunale.
La denuncia di Sophie Codegoni
Nella sua denuncia Sophie Codegoni aveva parlato di vessazioni verbali e minacce, riascoltata dopo la denuncia, la modella e influencer aveva confermato agli inquirenti tutto il quadro accusatorio raccontando insulti gravi, pedinamenti, minacce di morte e atteggiamenti persecutori, un racconto inquietante a cui aveva aggiunto il deposito di tutte le chat contenenti i dialoghi tra i due, in alcune delle quali il dj avrebbe scritto che avrebbe scritto: “Me le paghi tt” o “Mi faccio 30 anni”.
Alessandro Basciano, sottoposto a provvedimento restrittivo di avvicinamento, indossa (o dovrebbe) braccialetto elettronico dallo scorso mese di settembre. Il dj ha da sempre respinto le accuse, adducendo presunti contatti con Codegoni nel periodo in cui la stessa lo aveva denunciato, chiedendo anche di essere ascoltato dai pm a fronte della chiusura delle indagini.

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