Elisa Visari tra set, social e maternità: “I ‘no’ non mi hanno mai scoraggiata, sono uno stimolo per fare meglio”
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Nel salotto del podcast 1% Donne, condotto da Jessica Minelli, si è raccontata a cuore aperto Elisa Visari, attrice, content creator e da dieci mesi mamma del piccolo Liam.
Oggi ventiquattrenne, l’artista originaria di Latina ha ripercorso le tappe fondamentali della sua crescita personale e professionale, svelando i retroscena di una carriera iniziata giovanissima e il modo in cui gestisce il delicato equilibrio tra riflettori, vita privata e affetti familiari.
Le radici a Latina e la forza delle amicizie storiche
Nata e cresciuta a Latina insieme a una sorella più piccola di tre anni, Elisa conserva il ricordo di un’infanzia serena, protetta e guidata da una famiglia che le ha garantito la massima libertà di scelta ed espressione.
Tra le doti che la giovane attrice custodisce con maggior premura ci sono le amicizie storiche, coltivate sin dai banchi di scuola o nell’ambito familiare (come il legame indissolubile con la cugina).
Nonostante i frequenti cambi di città, le carriere impegnative — come quella di una delle sue migliori amiche, attualmente studentessa di medicina a Roma — e i ritmi incalzanti del lavoro nel mondo dello spettacolo, il legame con il gruppo d’origine è rimasto intatto.
Come evidenziato durante l’intervista, con l’età adulta si stringono rapporti differenti, basati sul presente; con le amiche d’infanzia, invece, c’è una radice profonda che permette di riprendere il discorso esattamente da dove lo si era lasciato, a prescindere dal tempo trascorso.

Dai primi passi nel modellismo ai contrasti tra i banchi di scuola
L’ingresso di Elisa nel mondo dell’immagine avviene quasi per caso durante gli anni del liceo scientifico a Latina. Dopo un primo servizio fotografico regalatole dalla madre all’età di 15-16 anni presso uno studio locale, sono arrivate le prime opportunità di lavoro tra shooting e lookbook di moda.
Questo percorso, tuttavia, ha riscontrato un ostacolo inaspettato proprio nell’ambiente scolastico. I docenti del liceo scientifico da lei frequentato le fecero notare a più riprese che le assenze mattutine per motivi lavorativi non erano considerate compatibili con l’impegno richiesto dal corso di studi.
Quando tra il secondo e il terzo anno gli impegni professionali sono cresciuti notevolmente, portandola ad aggiudicarsi i primi ruoli cinematografici lontano da casa, la giovane ha scelto di cambiare istituto.
Passando a una scuola paritaria, ha potuto adottare un metodo di studio più autonomo e indipendente tramite dispense e percorsi dedicati, riuscendo così a conciliare la formazione scolastica con il debutto sul set.
Il debutto sul set di Gabriele Muccino e la gestione dei provini
I primi provini per gli spot pubblicitari avevano messo Elisa di fronte alle prime difficoltà espressive, spingendola a iscriversi a un’accademia di recitazione a Roma per perfezionare la tecnica.
La svolta decisiva è arrivata pochissimo tempo dopo, quando è stata selezionata per far parte del cast del film A casa tutti bene di Gabriele Muccino.
Il primo ciak in assoluto della sua vita è coinciso esattamente con il giorno del suo sedicesimo compleanno, vissuto su un grande set a Ischia e circondata da attori affermati del cinema italiano.
Essendo ancora minorenne, la gestione delle tre mensilità di riprese ha richiesto una complessa organizzazione da parte della famiglia, che si è alternata a turni sul set tra genitori, zii e nonni.
Affrontare la professione di attrice ha significato anche imparare a convivere con l’imprevedibilità del settore e con l’esperienza dei “no”.
Elisa ha spiegato come i rifiuti maturati alle battute finali — dopo provini in presenza, prove trucco, parrucco e incontri con i registi — siano quelli più complessi da metabolizzare.
Ciononostante, la sua indole pragmatica l’ha sempre portata a trasformare le porte in faccia in uno stimolo critico per analizzare i punti deboli e migliorare al provino successivo.

Il lavoro sul personaggio e il doppio binario digitale
Per calarsi nei ruoli assegnati, l’attrice ricorre a una forte preparazione mentale prima di ogni scena, sfruttando i momenti d’attesa del set.
L’ascolto della musica, specialmente italiana, rappresenta per lei uno strumento fondamentale di isolamento e introspezione, utile per impostare lo “switch” emotivo tra la vita quotidiana e l’immedesimazione nel personaggio.
Accanto alla recitazione, che ha compreso anche la partecipazione a una serie televisiva incentrata sulla danza girata a Vicenza durante il periodo pandemico, Elisa Visari ha sviluppato un’affermata presenza digitale.
Sui social media si concentra prevalentemente su contenuti lifestyle, moda e beauty, mantenendo una gestione spontanea ma riservata.
Rispetto ai commenti negativi o alla presenza di critiche online, la creator dichiara di non cedere alle provocazioni o alla permalosità, proseguendo per la propria strada con serenità.
La maternità, le complicazioni del post-parto e le nuove sfide a teatro
Il trasferimento a Milano ha segnato una nuova tappa personale con l’inizio della convivenza insieme al compagno Andrea Damante. Circa un anno e mezzo fa la coppia ha cercato e accolto la nascita del primo figlio, Liam.
Durante l’intervista, Elisa ha ricordato come, a fronte di una gravidanza vissuta in modo rilassato e con una preparazione accurata su ogni aspetto del parto, la fase del post-parto abbia riservato momenti di forte apprensione.
A causa di un episodio di desaturazione neonatale al momento delle dimissioni dall’ospedale, il bambino è stato ricoverato per una settimana in terapia intensiva neonatale per monitorare la coordinazione tra suzione e respirazione. Un’esperienza affrontata con il supporto costante del compagno e superata con successo.
Sul fronte dei progetti futuri, Elisa si sta preparando al debutto teatrale a Milano con uno spettacolo interattivo intitolato Che Ansia, pensato in particolare per le nuove generazioni e caratterizzato dal coinvolgimento diretto del pubblico in sala.
