Niccolò Filippucci: “Bisogna sempre avere il coraggio di raccontare chi si è davvero”
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Un incontro senza filtri, parlando del suo modo di scrivere canzoni, del rapporto con i social e delle paure che accompagnano gli artisti, Niccolò Filippucci vincitore della categoria giovani a Sanremo 2026, si è raccontato e ha risposto alle domande dei giovani accorsi nella Sala Truffaut del Giffoni Film Festival. Il giovane cantautore ha dispensato anche utili consigli a tutti quei giovani che vorrebbero trasformare la propria passione per la musica in un vero e proprio percorso di vita e di arte.
Per Niccolò non esiste un modo unico per scrivere e comporre musica, a volte la storia da raccontare viene prima della melodia in quanto si parte da una esperienza vissuta, altre volte il processo creativo è al contrario, su una sequenza di note si cerca l’ispirazione per poter scrivere qualcosa che rimanga o lanci un messaggio. L’importante per quella che è l’esperienza del cantautore è che tutto parta dall’esigenza di voler raccontare qualcosa di personale e soprattutto autentico.
Le insicurezze e la paura del giudizio
Tra le domande poste dai giovani presenti in sala non sono mancate quelle relative alle insicurezze e al timore del giudizio, paure non solo presenti in chi sale su un palco per esibirsi, ma anche in qualsiasi persona si misuri su qualcosa che qualcuno poi dovrà giudicare: “Le paure ci sono sempre – ha affermato l’artista – ogni giorno è un’incognita e il nostro lavoro non fa eccezione. Ci sono obiettivi che ci poniamo senza sapere se riusciremo davvero a raggiungerli”.
A questo proposito Niccolò Filippucci ha consigliato ai giovani di impegnarsi costantemente per migliorarsi ogni giorno e soprattutto di non perdere la propria identità: “Bisogna portare sempre avanti i propri ideali, i propri valori e avere il coraggio di raccontare chi si è davvero”. Autenticità che il cantautore ha sottolineato anche parlando del giudizio degli altri: “La paura del giudizio è normalissima, soprattutto quando inizi e le persone ancora non ti conoscono. Il rischio è quello di passare per qualcosa che non sei importante è restare autentici”.
Il rapporto con i social network
Un ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto dei giovani con i social network, Filippucci ha invitato i ragazzi ad essere sinceri e trasparenti anche nella comunicazione online senza provare a vendersi per ciò che non si è: “Il consiglio più grande è essere se stessi. L’identità si costruisce crescendo, ma bisogna sempre cercare di raccontarsi con sincerità”.
Poi il cantautore è entrato nello specifico citando le piattaforme digitali più usate invitando tutti ad avere educazione quando si pubblica qualche contenuto, consigliando anche percorsi educativi in merito nelle scuole: “Instagram, TikTok e le piattaforme digitali sono un mezzo straordinario per far conoscere la propria musica e raccontarsi. Allo stesso tempo, però, sono un’arma a doppio taglio. Quello che si pubblica resta e credo che servirebbe una vera educazione ai social, anche nelle scuole. Se usati in modo positivo, possono essere uno strumento potentissimo”.
La musica come strumento di denuncia sociale
Tornando alla musica Niccolò ha dichiarato che la sua forza comunicativa non si esaurisce solo quando si parla di sentimenti o emozioni personali, ma è anche un potentissimo strumento di denuncia sociale: “La musica permette di dire quello che vuoi. Tantissimi cantautori italiani hanno dimostrato che può essere utilizzata anche per affrontare temi importanti e raccontare il presente”.
L’artista ha poi parlato della propria esperienza personale prima di raggiungere la popolarità, a volte l’obiettivo gli sembrava vicinissimo, ma allo stesso tempo lontanissimo tanto da sembrargli impossibile poterlo raggiungere. Ciò che gli ha dato le motivazioni per andare avanti è stata la determinazione maturata negli anni anche grazie allo sport: “Ho una testa molto dura. A volte è un pregio, altre un difetto, ma mi ha insegnato a perseverare. Servono dedizione, sacrificio, tanto studio e bisogna continuare sulla propria strada. Se deve arrivare, arriverà”.
Infine Niccolò ha detto che il posto dove tutte le sue emozioni trovano il giusto equilibrio è il palco: “Vivo di adrenalina. Vengo dallo sport e sul palco provo una scarica incredibile. Vedere le persone cantare con te e condividere quel momento con i musicisti è qualcosa di unico”.

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