Nuove rivelazioni della BBC sull’ex principe Andrea: “La famiglia reale era a conoscenza della vicenda e dei messaggi dal 2020”
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La famiglia reale britannica sembra essere sempre più coinvolta nello scandalo che ha travolto l’ex principe Andrea, adesso identificato come Andrea Mountbatten-Windsor dopo la perdita di tutti i titoli a seguito della sua implicazione nello scandalo Epstein.
La nuova bastonata su Buckingham Palace la ha inferta la BBC, l’emittente televisiva di Stato ha scoperto che circa trentamila email dell’ex principe sono state consegnate alla famiglia reale già nel 2020 a seguito delle accuse di stupro depositate da Virginia Giuffre che hanno comportato l’estromissione dalla vita pubblica del fratello minore di Re Carlo III.
Non si è al momento venuti a conoscenza di cosa contengano i messaggi, tantomeno se includano riferimenti a Jeffrey Epstein, ma secondo l’emittente che ha portato alla luce la notizia, risalgono sempre al periodo in cui l’ex principe ricopriva l’incarico di rappresentante di commercio per il Regno Unito, stesso periodo in cui si sarebbero rafforzate l’amicizia e le frequentazioni con il magnate pedofilo, lasso di tempo in cui Andrea si sarebbe reso protagonista di operazioni finanziarie sospette.
Nei file le prove che Andrea passava informazioni riservate
Tra i file in possesso da 6 anni della famiglia reale ce ne sarebbero alcuni dai quali si evincerebbe in maniera palese che Andrea avrebbe fornito informazioni riservate per le quali avrebbe potuto aver tratto un vantaggio personale, in pratica la casa reale britannica avrebbe avuto per anni una spia in famiglia e cosa ancora più inquietante questi era uno dei figli di Elisabetta II.
Sempre dai file di cui parla la BBC, si evincerebbe che l’allora principe avesse chiesto un briefing ad alcuni funzionari del tesoro, condividendo poi tramite messaggio quanto emerso dall’incontro con Jonathan Rowland, un uomo d’affari inglese, accompagnando il tutto con l’invito a controllare bene quanto ricevuto “Prima che tu faccia la tua mossa”.
All’epoca il padre di Rowland, David, aveva da poco rilevato la filiale lussemburghese della banca islandese fallita Kaupthing, cambiandone il nome in Banque Havilland. Secondo quanto si apprende dalla BBC, il briefing richiesto da Andrea riguardava proprio i problemi del settore bancario islandese, pertanto le informazioni richieste ai funzionari del Tesoro avrebbero potuto essere molto importanti per Rowland.
In cambio del favore ricevuto dall’allora principe, la banca di Rowland avrebbe concesso un grosso prestito a Sarah Ferguson, ex moglie di Andrea e lo stesso principe si sarebbe fatto promotore con terze persone affinché si rivolgessero alla banca dell’amico affinché facessero affari con la stessa.
Insomma movimenti opachi alla cui base c’era uno scambio di favori reciproci, che se venissero dimostrati in tribunale procurerebbero ulteriori guai giudiziari ad Andrea, per questi motivi la BBC si è domandata come mai Buckingham Palace a conoscenza dei documenti, all’epoca non abbia denunciato il principe.
Accuse alla casa reale britannica di insabbiamento delle prove arrivano anche dagli Usa
Accuse al Palazzo sono arrivate anche dagli Usa allorché Jess Michaels, una delle tante vittime di Epstein, ha dichiarato al Daily Telegraph di ritenere che la famiglia reale britannica abbia coperto e pretetto Andrea: “Sei anni fa Buckingham Palace sapeva che Andrea non era solo un problema ma poteva essere coinvolto in un’indagine penale e semplicemente non ha fatto nulla” ha dichiarato la donna al tabloid britannico.
Secondo la BBC nel 2020 le trentamila email erano state consegnate al Lord Chamberlain, all’epoca Lord Peel, il più alto funzionario in carica della corte inglese. L’emittente inglese ha chiesto spiegazioni sul silenzio sulla vicenda direttamente a Buckingham Palace, ma in tutta risposta avrebbe ricevuto poche righe pregne dei soliti toni istituzionali: “Poiché è in corso un’indagine di polizia che riguarda il signor Mountbatten-Windsor, non è possibile rilasciare alcun commento su queste questioni”.

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