Valentina Cabassi si racconta: la verità sulla maternità, l’amore con Ernia e la gabbia degli hater
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La maternità non è per tutte un percorso idilliaco da vivere con il sorriso perennemente stampato sul volto, e Valentina Cabassi ha deciso di parlarne senza filtri.
Ospite a Terrazza Fab, la modella e content creator ha offerto un ritratto intimo e profondo della sua vita attuale, toccando temi delicati che vanno dalle ansie della gravidanza alla gestione del corpo che cambia, fino alla complicità di coppia con il compagno Matteo, noto al grande pubblico come il rapper Ernia.
Un racconto sincero che abbatte i cliché della perfezione social e risponde con fermezza alle critiche spesso feroci del mondo digitale.

Il tabù della gravidanza tra ansie e giudizio estetico
Contrariamente alla narrazione comune che dipinge la dolce attesa come il periodo più mitizzato e radioso nella vita di una donna, Valentina ha confessato di essersi sentita decisamente meglio una volta concluso questo percorso.
La sua natura fortemente ansiosa ha trasformato i mesi della gestazione in un continuo stato di apprensione, dove ogni ecografia mensile diventava un traguardo da raggiungere col fiato sospeso e ogni esame medico un esame da superare.
A questo carico emotivo si è aggiunta la sensazione di avvertire sulle proprie spalle l’intera responsabilità della salute della bambina, un peso psicologico condiviso da molte future mamme ma raramente espresso con tanta lucidità.
Oltre all’aspetto psicologico, Valentina ha affrontato il tema del cambiamento corporeo, ammettendo apertamente di preferire la propria silhouette standard rispetto a quella della gravidanza.
Questo sdoganamento del disagio verso le forme che mutano rompe un forte tabù sociale, poiché spesso le donne si sentono colpevolizzate se non accettano passivamente la trasformazione del proprio corpo.
Durante la gestazione, la percezione altrui tende a incasellare la donna esclusivamente nel ruolo di madre, azzerando temporaneamente la sua dimensione di femminilità e sensualità.
La polemica del post-parto e lo scontro con la categoria delle influencer
Una settimana dopo la nascita della piccola Sveva, la pubblicazione di alcuni scatti quotidiani in tenuta sportiva con il passeggino ha scatenato una tempesta di commenti negativi.
L’accusa mossa dagli hater riguardava la rapidità del suo ritorno in forma, percepita erroneamente come un’ostentazione o un tentativo di generare competizione tra donne.
Valentina ha spiegato come il suo intento fosse unicamente quello di condividere un momento di felicità quotidiana con la figlia, sottolineando che il momento in cui si è sentita più fiera e forte è stato il giorno successivo al parto, con le ferite e la stanchezza sul volto, grazie alla consapevolezza dell’incredibile lavoro svolto dal suo corpo.
La polemica ha sollevato un nodo centrale sulla tendenza a generalizzare e deumanizzare chi lavora con i social.
Cabassi ha rivendicato la propria individualità rifiutando l’etichetta rigida di influencer come se fosse un blocco monolitico privo di sfumature.
Il recupero fisico veloce non è il risultato di miracolose formule ospedaliere riservate a una categoria, bensì la conseguenza diretta di uno stile di vita sano, fatto di allenamenti costanti con i pesi proseguiti fino al giorno antecedente il parto, e di un’alimentazione curata negli anni per il proprio benessere personale.

Complicità di coppia e dinamiche familiari con Matteo
L’arrivo di Sveva ha ridefinito gli equilibri familiari, ma ha anche consolidato la forte complicità tra Valentina e Matteo. Il primo incontro tra i due è stato memorabile e fuori dagli schemi classici, caratterizzato da un lungo monologo sui vichinghi da parte del cantante e da un appuntamento insolito in un carcere minorile.
Quell’autenticità e quella distanza dalla banalità hanno subito conquistato Valentina, che oggi descrive il compagno come una persona estremamente generosa, leale e dotata di un profondo senso di giustizia.
Nella gestione della bambina, la coppia funziona come una vera squadra. Matteo si distingue per il desiderio di insegnare costantemente cose nuove alla figlia e per le sue letture animate e teatrali, mentre Valentina eccelle nella complessa macchina organizzativa e multitasking della routine quotidiana.
Nonostante i ritmi serrati e la presenza della piccola nel letto matrimoniale, i due preservano l’intimità di coppia ritagliandosi fine settimana da soli o uscite serali, convinti che l’essere coppia rimanga un valore fondamentale da coltivare parallelamente all’essere genitori.
Il legame con le origini e i progetti futuri
La stabilità di Valentina affonda le radici in una famiglia molto unita, un legame che si è paradossalmente intensificato dopo la separazione dei genitori avvenuta quindici anni fa.
La figura materna è stata un faro fondamentale, specialmente nei giorni successivi al parto, quando la madre si è occupata esclusivamente del benessere di Valentina, permettendole di affrontare i primi mesi dell’allattamento in totale serenità e sicurezza.
Un rapporto viscerale unisce Valentina anche alla sorella Martina, sua controparte caratteriale ed opposta con cui condivide i medesimi valori fondamentali.
Proiettandosi verso il futuro, a ridosso del traguardo dei trent’anni, Valentina si dice pienamente felice e grata per la vita che ha costruito, esprimendo il desiderio di allargare ulteriormente la famiglia con un secondo figlio.
La sua evoluzione personale, supportata da anni di terapia psicologica che l’hanno aiutata a superare le forti insicurezze adolescenziali e la paura del giudizio pubblico, le consente oggi di guardare al domani con stabilità, consapevolezza e una rara serenità interiore.
