Crans-Montana, le testimonianze choc su Jessica Moretti: “Piangeva per il locale e si disinteressava dei feriti”, intanto le vittime salgono a 41
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Crans-Montana è un disastro senza fine, a un mese esatto dalla tragica notte di Capodanno in cui è andato a fuoco Le Constellation, si registra un’altra vittima, la quarantunesima, un diciottenne svizzero ricoverato in condizioni disperate all’ospedale di Zurigo, è deceduto. La conferma è arrivata dalla procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, che in una nota ha dichiarato che la morte del ragazzo risale a sabato. Per quanto riguarda le indagini, entro la metà di febbraio dovrebbe avvenire l’incontro tra i magistrati elvetici e quelli italiani, in relazione al fascicolo aperto dalla Procura di Roma per i reati di omicidio colposo e disastro colposo.
Le testimonianze inchiodano Jessica Moretti
A fronte di una bruttissima notizia come quella della morte di un altro ragazzo, giunge quella del risveglio di una ragazza, ricoverata all’ospedale universitario di Liegi nel reparto grandi ustionati, a seguito dell’incendio della notte di Capodanno. Roze, 18 anni, attraverso le colonne del quotidiano belga Het Laatste Nieuws, ha parlato di “una notte di puro caos”, che per lei “non finirà mai”, per i traumi psicologici rimasti e per i segni che porterà per sempre sul suo corpo.
Ma l’accusa più feroce è per Jessica Moretti, la proprietaria del Le Constellation, che secondo la ricostruzione fornita da Roze, si sarebbe completamente disinteressata dei feriti: “Guardava il suo bar che bruciava e piangeva – ha raccontato la ragazza –ha visto i feriti: non ha aiutato nessuno. Noi eravamo ustionati vicino a lei, quasi morti: non ci ha chiesto nemmeno come stavamo. Fissava il locale e ci girava le spalle. Lo trovo inaccettabile”
Oltre Roze anche altri ragazzi feriti hanno espresso la loro rabbia nei confronti dei gestori del locale nel quale sono morti molti loro coetanei. Daris Gegic, 22 anni, ricoverato a Sierre, dopo aver ricominciato a parlare ha dichiarato a Le Nouvelliste: “Dovevano arrestare subito i coniugi Moretti, è ingiusto lasciarli liberi”.

Le accuse alle autorità svizzere
Un altro ragazzo, Noah, 17 anni, originario di Lutry, la città da cui provengono 7 dei ragazzi minorenni che hanno perso la vita a Le Constellation, ha dichiarato che è impossibile provare a ricominciare a vivere in assenza di giustizia: “I Moretti segnano un confine. L’idea della giovinezza è cambiata, non solo qui. Non potremo più essere felici e non dimenticheremo: è la nostra strage, ma pure il fallimento di una cultura del comando. Senza giustizia e un cambio di classe dirigente, ricominciare a vivere non ha senso”.
Per “classe di comando” il riferimento è alle autorità comunali della Svizzera che hanno consentito a Jacques e Jessica Moretti di essere lasciati liberi di stare a casa per 9 giorni e avere il tempo per distruggere le loro colpe.

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