Gianluca Gotto chiude a sorpresa il suo blog e cambia casa per la quarantaduesima volta: “Il karma appesantisce quando si continua a ripetere sempre la stessa vita”
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Gianluca Gotto e la sua compagna e di viaggi Claudia sono al quarantaduesimo trasloco, in quello che entrambi considerano uno degli spostamenti più importanti per la famiglia. Autore di un libro sulla felicità nel quale si invitano i lettori a non smettere mai di cambiare, Gotto con il suo gesto ha confermato la sua scelta di essere un nomade anche digitale chiudendo il suo blog dopo dieci anni.
Il blogger con esperienze in Australia, Canada e Oriente ha deciso di dare una nuova svolta alla propria vita insieme alla sua famiglia della quale oltre la sua compagna fa parte anche la loro figlia Asia, nata a Bali nel 2022. Gianluca e Claudia hanno annunciato il nuovo trasferimento con un selfie sui social nella loro nuova casa, abbracciati e sorridenti, pronti ad inaugurare un nuovo capitolo della loro vita.
“42 traslochi. Ieri io e Claudia ci siamo messi a contarli – ha scritto Gotto sul suo profilo Instagram – ci siamo detti: forse questo è diverso. Perché c’è un’idea che abbiamo incontrato spesso in Oriente. La vita segue cicli di 12 anni. In alcune tradizioni dello yoga si osserva il ciclo solare di 4.356 giorni. Nello zodiaco cinese ogni animale ritorna ogni 12 anni. Giove, simbolo di crescita ed evoluzione, impiega quasi 12 anni a compiere un’orbita”.
I cicli di 12 anni da cui secondo Gotto è costituita la vita
Una riflessione sui cicli di 12 anni da cui è costituita l’esistenza che Gotto ha voluto spiegare bene: “Da 0 a 12 anni veniamo al mondo, inizia e finisce l’infanzia, mettiamo radici. È il karma familiare. Da 12 a 24 anni ci allontaniamo da quelle radici, attraversiamo l’adolescenza, inizia una strada tutta nostra. È il karma individuale. Da 24 a 36 anni poniamo le basi del resto della nostra vita: lavoro, amore, figli. E la trasmissione del karma. Con questo trasloco, io e Claudia siamo arrivati alla fine di un ciclo iniziato esattamente 12 anni fa”.
Gotto ha spiegato che si tratta di un progetto di vita cominciato nel 2014: “Io e Claudia 12 anni fa ci siamo detti ‘proviamoci’ a vivere una vita diversa, lavorare da remoto, vivere viaggiando. E poi: proviamo ad aprire un blog. Proviamo a pubblicare un libro. E ancora: proviamo a diventare mamma e papà”
Tutti progetti realizzati che hanno deciso di chiudere proprio quando le cose andavano benissimo: “Come spiego nel mio ultimo libro, più ripeti gli stessi pensieri e gli stessi comportamenti, più il karma ti appesantisce – ha sottolineato Gotto – quante volte qualcosa che ti rendeva felice smette di essere bello? Succede perché lo hai messo in una teca ad appassire invece di farlo evolvere. Non bisogna avere paura di mettere in discussione ciò che non è essenziale. Né credere di non poter vivere senza”.
La chiusura a sorpresa del blog
L’altra novità che ha sorpreso coloro che seguono Gianluca e Claudia da dieci anni è stata la chiusura del loro blog perché in linea con il loro pensiero se “tutto passa, passa anche questo blog”. I loro racconti, i loro cambiamenti e i loro sogni continueranno attraverso i loro libri e sui loro canali in rete.
“Qualcuno ci ha chiesto: perché non tenerlo online inattivo? – ha aggiunto Gotto nel suo post su Instagram –perché tutto ciò che trattieni nella tua vita, ha un peso. E se non fai spazio, non puoi aggiungere niente di nuovo. lo e Claudia siamo pronti a iniziare un nuovo ciclo”.
Per citare un concetto caro al Buddismo e che Gotto riprende anche nel suo ultimo libro, si tratta di far diventare attraverso l’esperienza, pieno ciò che è diventato vuoto: “A voler essere perfetti a tutti i costi si diventa rigidi. Si finisce a non fare niente per paura di sbagliare. A pensare invece di agire. Una vita di esitazioni e rimpianti. Essere aperti a nuove esperienze, a nuovi posti in cui vivere, a nuovi progetti perché il karma si rafforza in una vita tutta chiusa su sé stessa”.
Cosa accadrà adesso Gianluca e Claudia ancora non lo sanno: “Non lo sappiamo. Ma se c’è una cosa che 42 traslochi ci hanno insegnato è che la direzione giusta si trova strada facendo. L’importante è continuare a muoversi”.
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